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Le percezioni sensoriali abbinate al marketing

Ultimamente sento parlare tanto di marketing immobiliare e strategie di vendita veloce degli immobili. Si leggono termini ispirati ai programmi del canale  DMAX come Flat Hunter (cacciatori di case) o  Home Staging ( “mettere in scena la casa” ).

L’Home Staging è una tecnica di marketing che consiste nella valorizzazione degli spazi delle proprietà immobiliari migliorandone l’immagine in modo da favorirne la vendita o l’affitto nel tempo più breve e al miglior prezzo, tuttavia a ben analizzare la questione si tratta solo di  tecniche per far spendere sin da subito soldi ai venditori.  Non sto certamente asserendo che una casa ristrutturata non si venda meglio e prima rispetto a una casa vecchia, ma c’è anche da sottolineare che per ristrutturare e incrementare il valore dell’immobile occorre che il venditore abbia danaro da spendere e tempo a disposizione da investire.

Invece il Flat Hunter è un consulente di parte che assiste nella ricerca e nelle transazioni immobiliari soltanto il compratore e che persegue solo gli interessi di quest’ultimo, essendo sempre e solo pagato da costui.

Io lavoro in questo campo dal 2005, ho portato a termine veramente tante transazioni e posso affermare che una CASA si compra prima di tutto con il cuore. Dal 2014  mi sono dedicato al marketing in generale, al  web marketing e nello specifico al marketing immobiliare, mi sono confrontato con tanti colleghi e ho osservato e ascoltato ogni loro punto di vista. Molti sono ancora legati ai vecchi e tradizionali metodi di vendita e convinti che il cliente sia fondamentalmente un utente poco informato e disponibile a investire ad occhi chiusi. Altri agenti immobiliari invece hanno cominciato a diversificare le loro prospettive guardandosi bene intorno e  cominciando a formare delle sinergie e gruppi di lavoro dove la collaborazione tra loro è forte e remunerativa. Infine solo pochi, ma veramente pochi, hanno analizzato il periodo di mercato che abbiamo attraversato in questi ultimi anni ( dalla crisi degli anni Novanta alla rinascita del 2000, fino alla nuova crisi  dovuta alla bolla immobiliare iniziata nel 2010 )  e capito che solo  l’innovazione farà la differenza.

Oggi vi voglio parlare del marketing sensoriale, una tecnica di vendita immobiliare sconosciuta ai più.

Si, sensoriale!

Ormai è risaputo che i sensi umani non sono solo 5 bensì 12 e uno tra i più forti, e tra i più sottovalutati, è l’olfatto. In relazione al nostro odorato da sempre siamo portati a ritenere che gli animali siano superiori  all’uomo, ma non è esattamente così.  Difficile da credere, ma in realtà si tratta di una grande imprecisione, di un mito oserei dire, trascinatosi negli ultimi 150 anni senza alcuna prova scientifica. Secondo John McGann, neuroscienziato della Rutgers University-New Brunswick e professore associato nel Dipartimento di Psicologia, in un documento pubblicato il 12 maggio su Science, questa è la versione più corretta della questione :

“Per molto tempo abbiamo creduto che per essere ragionevole o razionale la persona non si faccia dominare dal senso dell’odorato. L’odore era legato a tendenze animaliste terrene”.

 

McGann afferma ancora :

“Possiamo individuare e discriminare una straordinaria gamma di odori; siamo più sensibili dei roditori e dei cani ad alcuni odori; siamo in grado di seguire il percorso dell’odore; e i nostri stati comportamentali e affettivi sono influenzati dal nostro senso dell’odorato”

olfatto

Proprio per questo, grandi brand usano queste tecniche da tempo e noi non ci abbiamo mai fatto caso:

SAMSUNG, NEW YORK – il suo negozio profuma di melone, una fragranza che ha lo scopo di far rilassare i consumatori e farli sentire come se fossero su una bella isola dei Mari del Sud.

NEGOZI DI ABBIGLIAMENTO – Importanti sartorie diffondono essenze di cotone appena lavato.

BRITISH AIRWAYS – Diffonde il profumo “Meadow Grass” (una fragranza di erba) per dare la sensazione ai suoi viaggiatori di trovarsi all’aperto invece che in un terminal affollato.

NESCAFE – Progetta le sue confezioni in modo che all’apertura venga rilasciata una forte essenza di caffè, cosa difficile per un caffè liofilizzato.

FAST-FOOD – Vogliamo parlare di quei fast-food internazionali che si trovano ovunque? Entrate con l’intenzione di mangiare una semplice insalatona e ne uscite con  un doppio hamburger e un chilo di patatine fritte? Tutta colpa di quel profumino invitante, vero? Peccato che quel profumo non provenga dalle cucina ma da un nebulizzatore.

“Con tutti gli altri sensi si pensa prima di rispondere, ma con l’olfatto il cervello risponde prima che si pensi.”

Siamo abituati a scegliere quello che compriamo guardando, toccando, a volte assaggiando. Ma in un mercato sempre più competitivo le imprese di molti settori — dagli alberghi alle grandi catene che vendono prodotti elettronici, agli autosaloni — hanno deciso di sfruttare, nella battaglia per la conquista del cuore del consumatore, una nuova dimensione: quella dell’olfatto. Ebbene sì, proprio puntare a quel cuore che citavo prima nella strategia di vendita delle case.

 «È un modo per imprimere il marchio di un’azienda, il suo brand nella memoria del consumatore: non più solo con un logo ma anche con un’esperienza olfattiva”.

Pensateci bene: vi sarà capitato di andare a casa di amici o dai suoceri e, salendo per le scale, vi sarete imbattuti in forti odori di pesce, di frittura o ancor peggio di broccoli . Sono tutti buoni cibi se stiamo andando a mangiare o siamo seduti a tavola, tuttavia questi odori percepiti fuori dal contesto pranzo/cena ci disturbano e ancora di più ci influenzano negativamente se stiamo andando a visitare per la prima volta una casa che vorremmo acquistare.

Quello che accade nei primi istanti in noi non è conscio, ma il nostro cervello sta già associando a quella casa un qualcosa di indefinibile che ci disturba, quindi inconsciamente influenzerà il nostro giudizio e la nostra decisione. Diversamente se appena entrati in casa, nell’ingresso o nel salone, veniamo accolti e avvolti da una fresca fragranza di mandarino.  ll suo aroma ci fa sorridere perchè ci trasporta in un batter d’occhio nelle emozioni della nostra infanzia. Ci fa ritornare bambini facendoci rivivere quelle sensazioni profondamente impresse in noi, legate ai momenti felici delle feste natalizie, alla sicurezza della casa e della famiglia.

Sapete qual è una delle fragranze più riconosciute e amate al mondo? Senza tergiversare, ecco la risposta: il profumo del talco Johnson’s. Il motivo sta nelle associazioni sensoriali, quel profumo infatti ha il potere di portarci indietro nel tempo quando la mamma si prendeva cura di noi dopo averci fatto il bagno, mentre ci riempiva di talco, ci carezzava i capelli.

Vi lascio una dritta a questo proposito. Il romanzo “Profumo” di Patrick Süskind e il successivo film omonimo di Tom Tykwer sono un bellissimo esempio di quanto il nostro olfatto sia determinante sia a livello cerebrale sia a livello psico-comportamentale nelle nostre vite. Il giovane Jean-Baptiste Grenouille, nella Parigi del XVIII secolo, viene assunto da un famosissimo profumiere. La sua ossessione di riuscire ad estrarre il profumo da ogni cosa lo porterà da Parigi fino in Provenza per scoprire i segreti dell’enfleurage. Il suo sogno di creare il “profumo perfetto” , capace di far innamorare, lo condurrà a trasformarsi in un serial killer di giovani fanciulle. Nel profumo Jean-Baptiste sentiva l’essenza di ognuno di noi …

Spero che le notizie appena lette abbiano colpito te quanto me. Spero che questo possa anche in un certo senso farci ritornare a credere alle nostre facoltà antiche, un pò animali, facoltà delle quali è sempre bene fidarsi, anche in questo nostro mondo ormai 2.0.

Vorrei potervi trasmettere profumo di vaniglia o di pane caldo per  invogliarvi a condividere quest’articolo sul vostro social preferito, ma sono sicuro che se vi è piaciuto lo farete ugualmente  😉

Scritto il 14 giugno 2017 da


Cristian De Marini

Broker Immobiliare

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